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Prelevata per strada, rapinatana e poi sequestrata in un appartamento del Ticinese da dove stava cercando di fuggire quando è stato dato l’allarme al 113
E’ stata sequestrata e violentata ripetutamente per convincerla a prostituirsi. E’ un’operaia di 25 anni, di origine albanese, da 11 anni in Italia con regolare permesso di soggiorno l’ultima vittima di un stupro avvenuto a Milano. A finire in manette sono stati due suoi connazionali, di 25 e 33 anni, entrambi clandestini e con diversi precedenti penali anche per sfruttamento della prostituzione.
Gli uomini della squadra Mobile di Milano guidata da Francesco Messina li hanno bloccati ieri mentre rientravano nell’appartamento in via Bordighera dove è avvenuta la violenza. I due stranieri hanno bloccato la ragazza a Magenta, poi l’hanno segregata per almeno 24 ore e violentata per costringerla a cedere al loro ricatto. La vittima ha finto di essere pronta a prostituirsi e ha approfittato di un loro momentaneo allontanamento per fuggire.
Erano andati a prenderle dei vestiti ‘adatti’ per farla prostituire quando la 25enne è riuscita a liberarsi. Impossibile scappare dalla porta chiusa o telefonare, avevano portato via il suo cellulare, così ha aperto la finestra e si è lanciata dal balcone del primo piano. Una volta in strada ha chiesto aiuto a un passante e ha atteso l’arrivo della polizia. Per i due aguzzini, pronti a rientrare nell’appartamento, sono scattate le manette.

Fonte: LA REPUBBLICA

Una 22enne albanese, domiciliata in Valdarno, all’interno di un centro commerciale prelevava dagli scaffali della merce che occultava sotto i vestiti per non pagarla.
Un’addetta alla vigilanza, notati “i movimenti” della straniera, l’attendeva vicino alla barriera casse e quando questa cercava di passare, qualificandosi tentava di bloccarla. L’albanese vistasi scoperta reagiva violentemente e per assicurarsi la fuga picchiava la vigilante, che costretta a ricorrere alle cure dei sanitari dell’ospedale di Montevarchi veniva giudicata guaribile in 15 giorni.
I Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Giovanni Valdarno iniziavano immediatamente le ricerche indirizzate in tutti i condomini della zona.
L’albanese veniva rintracciata mentre tentava di confondersi tra i pazienti di uno studio medico presenti nella sala d’attesa. Anche la refurtiva, nascosta poco distante, è stata recuperata e restituita.
La donna è stata quindi arrestata per rapina ed il Tribunale di Arezzo, convalidando l’arresto ha disposto la detenzione domiciliare in attesa del giudizio.

Fonte: AREZZO WEB

Lite per futili motivi tra 4 albanesi e un italiano, conclusasi con un accoltellamento. E’ successo ad Ancona dove la scorsa notte, poco prima delle 3, una volante della polizia è intervenuta nei pressi di un night club del centro città dove era stato segnalato un gruppetto di quattro avventori, stranieri presumibilmente di nazionalità albanese, che, ubriachi, stavano causando disturbo all’ingresso.
Giunti sul posto gli operatori non hanno visto nessuno perchè i quattro, nel frattempo, si erano allontanati, probabilmente in auto. Alle 3.35 circa la volante è tornata al night club perchè un dipendente, cittadino italiano 40enne, era stato accoltellato dai quattro ritornati sul posto. Gli operatori della Volante hanno trovato elementi utili alle indagini che sono in corso. Sul posto anche la Polizia Scientifica. Il dipendente del night club, ferito, non è in pericolo di vita.

Fonte: VIRGILIO NOTIZIE

Avevano preso di mira un casolare fra Sorbolo Levante e Poviglio. Ieri pomeriggio si erano messi a caricare su un furgone dei mattoni i cotto antico, sul retro del casolare, ma sono stati scoperti dal proprietario. L’uomo li ha tenuti a bada fino all’arrivo dei carabinieri, che li hanno arrestati. I protagonisti della vicenda abitano a Parma: sono un albanese, un moldavo e un rumeno.
La «trasferta» nella Bassa è andata male ai tre malviventi. Sono finiti in manette S. N., 40enne artigiano albanese, il cittadino moldavo M. M., 44enne operaio: entrambi risiedono a Parma. In manette anche il rumeno Doru Iftime, 22enne residente a Spilamberto, nel Modenese, ma di fatto domiciliato a Parma (i carabinieri hanno reso note solo le generalità del rumeno). I tre uomini sono accusati di concorso in furto aggravato e sono in carcere a Reggio, a disposizione del magistrato che conduce l’inchiesta.
Il tentativo di furto si è consumato ieri pomeriggio, attorno alle 13. I proprietari di un casolare di Sorbolo Levante, frazione di Brescello poco distante da Sorbolo, avevano fermato delle persone sospette sul retro dell’edificio. Giunti sul posto, i carabinieri di Brescello hanno appurato che i tre stranieri erano stati sorpresi dal proprietario del casolare mentre caricavano dei mattoni in cotto antico a bordo di un furgone. Il casolare è circondato dal filo spinato e da una rete di colore arancione in plastica (l’immobile è a rischio di crollo, fanno sapere i militari dell’Arma). Il filo spinato è stato tranciato all’entrata dello stradello che porta alla parte posteriore del casolare, dove c’erano i mattoni. Qui sono stati fermati i tre stranieri. Nel furgone sono stati trovati un piede di porco, una sega e una grossa tronchese, mentre nel cassone c’erano circa 800 mattoni in cotto antico, del valore di circa 1.500 euro. I mattoni erano appena stati trafugati e le poco credibili spiegazioni date dai tre non hanno retto. I carabinieri hanno arrestato i tre stranieri in flagrante per furto aggravato.

Fonte: GAZZETTA DI PARMA

Erano alla guida di un’auto rubata con all’interno una pistola carica e arnesi per lo scasso i due albanesi arrestati ieri sera dagli agenti della squadra Mobile di Brescia. Pronti a colpire: avevano gia’ indossato i guanti per non lasciare impronte e stavano andando, probabilmente, verso il loro obiettivo. Con loro avevano anche un paio di manette e la pistola Beretta con 5 proiettili.
Professionisti del crimine, bloccati prima di agire, ma responsabili con grande probabilita’ di alcune rapine messe a segno in zona. Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa, prevista alle 11.30, negli uffici della Questura di Brescia.

Fonte: LIBERO NEWS

Lucca, 4 mar. – (Adnkronos) – Un pregiudicato trentunenne albanese – J.S. le sue iniziali – residente a Borgo a Buggiano (Pistoia) e’ stato denunciato all’autorita’ giudiziaria dalla Polizia provinciale di Lucca per guida senza patente. Rischia l’arresto fino ad un anno e una multa fino a 9000 euro. Il pregiudicato e’ stato fermato da una pattuglia, nei giorni scorsi, lungo la strada provinciale ”Lucchese-Romana” nel territorio comunale di Montecarlo. Alla guida di una Wolskwagen Polo, il conducente ha mostrato alla Polizia provinciale i documenti di circolazione. Ma l’inquietudine del giovane ha insospettito gli agenti a cui era stata consegnata una patente albanese in corso di validita’ ed un permesso internazionale con scadenza ad agosto 2009. Una situazione del tutto anomala visto che, se il conducente fosse stato residente in Italia da meno di un anno, il Codice della strada avrebbe permesso la guida con la propria patente nazionale, salvo poi sostenere l’esame teorico e pratico per conseguire la patente italiana. Un ‘dilemma’ presto svelato. La successiva verifica presso la sala operativa della Polizia provinciale, infatti, ha fatto emergere che il giovane era residente in Italia sin dal 2005 e poiche’ non poteva piu’ condurre veicoli nel nostro paese dal 2006, si era adoperato per conseguire la patente di guida italiana, ma evidentemente con scarsi risultati. La Polizia Provinciale di Lucca informa che dai prossimi giorni saranno intensificati i controlli sull’intera rete viaria provinciale, con particolare riferimento alla verifica dei documenti di guida e di circolazione, anche con l’ausilio d’apposita strumentazione, per scoprire eventuali documenti provenienti da canali illeciti, contraffatti o alterati.

Fonte: IL RIFORMISTA

Violenza sessuale e violenza privata nei ai danni della ex moglie: un operaio edile di 31 anni, albanese, è stato arrestato a Fonteblanda, in provincia di Orbetello, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria.
L’arresto è stato effettuato dai carabinieri della Stazione di Fonteblanda nel tardo pomeriggio di domenica, in seguito ad un normale controllo. Su Z.G., operaio edile, nato in Albania nel 1978, residente a Reggio Calabria, pendeva un ordine di carcerazione emesso qualche giorno prima dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria per il reato di violenza sessuale. L’uomo è stato portato nel carcere di Grosseto.

Fonte: VIRGILIO NOTIZIE

RIMINI | 24 febbraio 2009 | E’ finita cosi’, senza alcun successo e un arresto per rapina impropria e minaccia aggravata dall’uso di un coltello, la mattinata di Toto Fisnik, albanese di 52 anni, già condotto nella aule di Giustizia atteso da un procedimento per direttissima.
Verso le 8.15 l’uomo aveva arraffato un paio di scatolette di carne e una di cioccolatini facendole sparire nella propria borsa a tracolla. Al momento di pagare alla cassa l’albanese – in regola con il permesso di soggiorno ma senza fissa dimora – cerca di guadagnare l’uscita ma, fermato dal direttore del supermercato, sbatte contro una porta automatica e vede cadere a terra ’spesa’ e documenti. Forse preoccupato di perdere i documenti, tira fuori un coltello e minaccia il direttore al grido di ‘Ti ammazzo, lascia stare. è roba mia’. Uscito dal negozio, il fermo da parte di una volante della Polizia e l’arresto.

Fonte: NEWS RIMINI

Assago, 23 febbraio 2009 – Lo scorso 21 febbbraio 2009, alle ore 21.00 circa, i carabinieri di Assago hanno arrestato per furto aggravato il 20enne B. Aviol, e il 38enne D. Nesti, pregiudicato, entrambi clandestini di nazionalità albanese, in Italia senza fissa dimora.
I due sono stati fermati all’interno del centro commerciale “Carrefour”, in via Milanofiori, dopo aver asportato videogiochi per nintendo per un valore complessivo € 100,00 (cento) circa. La refurtiva e’ stata recuperata e restituita all’avente diritto.

Fonte: MI LORENTEGGIO

Terni, 23 feb. – Si muovevano tra Roma e l’Albania facendo scalo a Terni per rifornire il mercato locale della droga. Due pluripregiudicati albanesi, di 31 e 42 anni, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Terni che ha sequestrato loro 200 grammi di cocaina. Il risultato e’ scaturito da una serie d’investigazioni condotte nell’ambito dei luoghi frequentati da un gruppo di albanesi operanti a Terni, tra questi sono stati individuati alcuni soggetti, in particolare i due arrestati, che oltre a mostrare una inspiegabile disponibilita’ di denaro erano soliti spostarsi, dalla capitale fino al proprio territorio d’origine per poi ricomparire a Terni. Dall’investigazione, condotta mediante pedinamenti ed appostamenti e’ anche emerso che per i viaggi di rifornimento della droga veniva utilizzata, invece dell’auto di proprieta’, una ‘macchina sostitutiva’ presa in prestito da un’inconsapevole autofficina. I due sono stati intercettati in prossimita’ di Terni provenienti da Orte; il conducente dell’auto, peraltro, mostrava lo stile di guida di chi e’ in preda ai fumi dell’alcool, talche’ e’ stato predisposto dalle Fiamme Gialle un posto di blocco proprio all’altezza della caserma, nel cui cortile e’ stata dirottata l’auto.
Neutralizzata qualunque reazione da parte degli occupanti della vettura e’ scattata la perquisizione personale che ha permesso di rinvenire addosso al guidatore un sacchetto contenente i 2 etti di droga. E’ convinzione degli inquirenti, si legge in una nota, “che la sostanza stupefacente fosse destinata al mercato ternano e si ha l’ulteriore conferma dell’esistenza di un consolidato asse di rifornimento cocaina tra Roma e Terni”. Gli arrestati si trovano nel carcere ternano di Sabbione a disposizione della Procura della Repubblica, che ha coordinato tutte le fasi investigative seguendo anche l’intervento operativo.

Fonte: AGI

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