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Un tunisino di 28 anni è stato arrestato per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. La polizia è intervenuta in piazza Caricamento a Genova alle 19.45, dove lo straniero prima ha tirato una testata a una donna che stava prelevando da un bancomat, le ha rubato i soldi e poi è scappato via. Dopo un breve inseguimento, lo straniero , nel momento dell’arresto, opponeva una forte resistenza nei confronti degli agenti operanti. La vittima si recava presso il pronto soccorso dell’ospedale Galliera per le cure del caso ed è stata dimessa con una prognosi di 4 giorni.
Fonte: PRIMO CANALE
RAVENNA – I Carabinieri della Stazione di Lido Adriano hanno arrestato mercoledì sera due tunisini in concorso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Arbi Mousbah e di Maher Makkoui, rispettivamente di 20 e 33 anni, entrambi in Italia senza fissa dimora e non in regola in regola con il permesso di soggiorno.
I due extracomunitari sono stati fermati per un controllo in viale Manzoni, trovandoli in possesso di diversi involucri contenenti 44 grammi di eroina e 6 di cocaina. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Fonte: ROMAGNA OGGI
Macerata, 2 marzo 2009 – Operazione anti-droga dei carabinieri di Macerata che hanno sequestrato uno dei più grossi quantitativi di cocaina degli ultimi anni, pari a un chilo e 400 grammi (per un valore di circa 500mila euro). La droga è stata trovata nell’appartamento di un marocchino di 36 anni, D.R. che nel luglio scorso era stato messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ‘Top 2007’, che aveva permesso di stroncare un vasto traffico di droga e portato all’arresto di 20 persone, tra italiani e marocchini.
Negli ultimi tempi, infatti, i militari avevano notato uno strano andirivieni nell’abitazione dello straniero. Quando hanno fatto irruzione nell’appartamento, hanno trovato due connazionali dell’uomo, B.Y. di 30 anni abitante a Cingoli, e A.M. di 28 residente a Pollenza, entrambi pregiudicati, nascosti nel bagno.
La cosa ha insospettito ancor più i carabinieri. Alla fine, smontando due decoder, hanno scoperto all’interno 136 ovuli di cocaina purissima del peso di 10 grammi ciascuno con cui sarebbe stato possibile realizzare fino a 11.000 dosi. Su disposizione del pm di Macerata Claudio Rastrelli, i tre sono stati portati in carcere a Montacuto.
Fonte: IL RESTO DEL CARLINO
Questa mattina durante un normale controllo nei pressi di via Rubattino, una pattuglia dei Carabinieri notando il portellone di un furgone aperto ha scoperto al suo interno una coppia di ladri che stavano trafugando dei capi d’abbigliamento. Per entrambi, di nazionalità marocchina, sono scattate le manette per furto aggravato, mentre per uno dei due, sprovvisto di documenti si è aggiunta l’aggravante di porto abusivo di arma da taglio. Ieri invece presso la Stazione di San Martino, una donna ha denunciato di essere stata derubata del portafoglio contenente 100 euro, da due sconosciuti che l’hanno minacciata con un coltello.
Fonte: CITTA’ DI GENOVA
I carabinieri di Cosenza hanno fermato due persone, di nazionalità marocchina e romena, con l’accusa di aver stuprato una donna romena che lavora come badante nel Cosentino. La vittima sarebbe stata abusata sessualmente due volte: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, è stata sequestrata prima da uno, poi dall’altro che ha minacciato il primo e l’ha rapita.
L’ha rapita 15 giorni fa di pomeriggio, mentre lei era intenta a prendere l’autobus presso l’autostazione di Cosenza, poi ha abusato di lei ed infine l’ha ceduta ad un altro «amico». È finita dopo 15 giorni la triste avventura di una romena di 44 anni che lavora come badante in un paesino della provincia di Cosenza. Il comandante della stazione dei carabinieri della città bruzia con i suoi uomini è riuscito in poche ore a chiudere il cerchio è arrestare i due presunti autori della violenza e del rapimento. Uno è di origine marocchina, l’altro di nazionalità romena. I fatti si sono svolti in un momento in cui all’autostazione c’era poca gente. Lei conosceva di vista un marocchino, Said Echerchi, di 36 anni, che dopo i saluti le ha intimato di seguirla e, al suo rifiuto, ha tolto dalla tasca un coltello puntandoglielo al fianco.
Alla povera donna non è rimasto altro che seguire l’uomo. A questo punto – secondo quanto raccontato dagli investigatori – un timido tentativo dei pochi presenti a far desistere il giovane dal rapimento ma non sono state avvertite le forze dell’ordine e la donna è stata portata via. Il marocchino l’ha accompagnata in un capannone delle ex Ferrovie e lì ha abusato di lei ripetutamente tenendola segregata. Dopo una settimana l’ha fatta uscire con lui e i due hanno incontrato un romeno, Marin Tanbase, di 34 anni. L’uomo ha minacciato il marocchino rapendo a sua volta la donna. L’ha condotta in una capanna di cartone ricavata sotto un ponte e anche lui ne ha abusato. La donna era talmente stremata, hanno riferito i carabinieri, che il romeno l’ha lasciata per due giorni su una brandina in pessime condizioni. Quando ha avuto la forza di alzarsi, lui l’ha cacciata via e la badante si è trascinata fino alla caserma raccontando la sua storia.
Fonte: LA STAMPA
RIMINI | 26 febbraio 2009 | La donna, che ha dichiarato di non aver opposto resistenza temendo di essere picchiata, ha denunciato l’episodio chiamando le forze dell’ordine da un noto pub nel quale si era recata a bere una birra proprio col suo aggressore dopo il fatto. Scelta motivata dalla necessità, avrebbe detto la 44enne, di denunciare l’episodio in un luogo affollato per evitare ritorsioni da parte del 28enne.
Interrogato dai carabinieri anche il marocchino, che già conosceva la donna, ha ammesso il rapporto ma ha negato la violenza.
La 44enne, portata al pronto soccorso, è stata giudicata guaribile in 2 giorni.
Fonte: NEWS RIMINI
Secondo l’accusa è lui il responsabile di un tentativo di violenza carnale non riuscito, di uno stupro (invece riuscito) ai danni di una prostituta, della rapina di un’utilitaria compiuta ai danni di un’altra donna e dello scippo di una borsetta. Il tutto nel corso di una notte brava consumata giovedì della settimana scorsa e al termine della quale era scomparso.
Invece non è stato così: la sua impunità è durata pochissimo. L’uomo, un tunisino di 27 anni irregolare,in Italia da quando in novembre è sbarcato a Lampedusa e abitante a Brescia (dice di chiamarsi Ali Gambli, ma sulla sua identità sono in corso accertamenti, come sulla nazionalità poiché potrebbe essere algerino), è stato infatti arrestato sabato scorso dai vigli urbani e dalla Squadra mobile della questura con le accuse di violenza sessuale, sevizie e rapine.
Il maghrebino è stato visto da una pattuglia di vigili mente imboccava contromano a bordo dell’auto rubata una via del centro cittadino. Subito inseguito, è stato bloccato in via Tartaglia dove ha perso il controllo del veicolo. Per immobilizzarlo c’è voluta una colluttazione.
A incastrarlo ci sono le immagini riprese giovedì scorso da alcune telecamere di sorveglianza a circuito chiuso (nella foto sopra). Il nordafricano sarebbe anche stato messo a confronto con le sue vittime: una ragazza russa aggredita al Carmine, una italiana che si trovava a bordo della Seat Ibiza rapinata in via XX Settembre e una prostituta dominicana derubata, ferita e violentata nella zona di via Vallecamonica.
All’uomo è stata notifica in carcere un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip.
Fonte: QUI BRESCIA
L´ha stuprata per tutta la notte, minacciandola con un coltello ogni volta che lei lo supplicava di lasciarla andare. Una ragazza rumena di 18 anni è stata la vittima di un marocchino di 38 anni, M. A. che l´ha violentata e tenuta prigioniera in un garage adibito ad abitazione in via Gelsi a Centocelle.
La ragazza lo aveva conosciuto lunedì sera in strada, avevano fatto amicizia e dopo poco l´aveva invitata a casa sua a bere qualcosa, lei senza sospettare niente l´aveva seguito. Ma una volta nel box, un basso maleodorante pieno di rifiuti e bottiglie di birra, il marocchino è diventato un aguzzino. L´ha spinta sul letto, le ha strappato i vestiti di dosso e l´ha costretta a subire ogni sorta di sevizia. Ore d´incubo che sembravano non avere mai fine.
Ma il giorno dopo, martedì mattina, è successo un imprevisto che le ha salvato la vita. Il marocchino aveva posteggiato la sua auto davanti a quella di una signora che la mattina alle 8 doveva uscire. La donna quindi ha bussato alla porta del box per chiedere di spostare l´auto ma appena il marocchino ha aperto la ragazza è uscita nuda in strada urlando e piangendo.
La signora davanti alla scena non ha perso tempo e ha chiamato il 113. Anche alcuni passanti l´hanno notata e anche loro hanno immediatamente chiamato la polizia. Sono subito arrivati sul posto gli agenti delle volanti, coordinati da Mario Spaziani e del commissariato Prenestino, diretto da Antonio Franco. La ragazza viene soccorsa e portata al policlinico Sandro Pertini, dove viene riscontrata la violenza sessuale: tra le lacrime racconta tutto il calvario passato quella notte e descrive benissimo il suo aggressore.
Poi ha un crollo di nervi e viene affidata ad uno psicologo dell´ospedale che l´ha ascoltata e rassicurata. Ma le cure non sono bastate, la giovane romena ha avuto una serie di crisi per alcune ore tanto che gli investigatori hanno dovuto usare tutta la cautela possibile per farle ricordare particolari utili alle indagini. In un primo momento ha avuto molte reticenze, aveva paura di ammettere quello che le era successo. Poi pian piano si è lasciata andare. Gli agenti identificano in poche ore il marocchino, che nel frattempo si era allontanato dal sua abitazione. In via dei Gelsi, dentro casa, la polizia trova i vestiti strappati della ragazza.
Grazie alla testimonianza della vittima, che riferisce particolari importanti, gli agenti risalgono a M.A, autore dello stupro, che è stato individuato poco dopo, martedì nelle prime ore del pomeriggio, mentre cercava di disfarsi degli effetti personali che potessero dimostrare quello che aveva fatto. Al termine degli accertamenti lo straniero è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per violenza sessuale e portato a Regina Coeli.
Fonte: LA REPUBBLICA
E’ indagato per duplice omicidio il giovane marocchino ricercato per l’uccisione della compagna Elisabetta Leder e della figlioletta Arianna, trovate sgozzate nella stanza da letto della casa in cui vivevano a castagnole di Paese, nel trevigiano. Lo si e’ appreso da fonti qualificate vicine all’inchiesta. L’uomo si chiama Fahd Boichou, ed ha 26 anni, e’ in Italia con un regolare permesso di soggiorno. La questura di Treviso lancia un appello ai cittadini e alla comunita’ marocchina per aiutare le istituzioni nella ricerca dell’uomo. ”Piu’ passa il tempo – ha detto il capo della squadra Mobile Riccardo Tumminnia – piu’ si aggrava la posizione del cittadino straniero, gia’ di per se’ abbastanza grave”. ”L’invito che rivolgiamo a Fahd – ha aggiunto – e’ quello di costituirsi al piu’ vicino posto di Polizia. Ai cittadini chiediamo di collaborare, se lo dovessero vedere, e quindi di segnalarlo alla Polizia di Stato. L’appello alla comunita’ marocchina e’ di mettersi a disposizione degli inquirenti per dare elementi utili, se qualcuno e’ in possesso di notizie rilevanti per l’inchiesta”.
Fonte: AGR
RAVENNA – Ha scippato un’invalida ed è fuggito in direzione della spiaggia. Il malvivente, Hamami Ahmed, 25enne di nazionalità tunisina, è stato arrestato dalla Polizia alcuni minuti più tardi. L’episodio si è consumato intorno all’una di domenica sera a Punta Marina. La malcapitata si trovava in un bar quando è stata avvicinata dall’extracomunitario che l’ha depredata della borsa, dandosi alla fuga. Immediata la richiesta d’intervento alle forze dell’ordine.
Sul posto si è precipitata una ‘pantera’ che trovato la borsetta in via Della Fontana. All’interno, però, mancavano un accendino e le chiavi di casa. La refurtiva, fortunatamente, è stata trovata in possesso dello scippatore, rintracciato nei pressi dello stabilimento balneare ‘Miramare’. Il giovane, visibilmente ubriaco e senza documenti, è stato arrestato.
Accompagnato in Questura per gli accertamenti del caso, era già stato colpito da due ordini di espulsione firmati nel settembre scorso dal Questore di Trapani e il mese successivo dal Questore di Ravenna. Accompagnato presso un centro di prima accoglienza, è fuggito. Tornato a novembre nel capoluogo ravennate, è stato arrestato e condannato per direttissima a cinque mesi e cinque giorni di reclusione (pena sospesa).
Fonte: ROMAGNA OGGI
