You are currently browsing the category archive for the 'Sostanze stupefacenti' category.

droga-negli-snack-romeno-fermato-in-trenoLa scatola di patatine perfettamente sigillata non è bastata ad ingannare Gina, uno dei cani antidroga dell’unità cinofila della guardia di finanza.
Il fiuto del pastore tedesco ha permesso l’arresto di un cittadino romeno di 21 anni che nel contenitore dello snack aveva nascosto oltre mezzo chilo di marijuana. L’operazione antidroga è stata messa a segno alla stazione internazionale di Chiasso su un treno in viaggio tra Amsterdam e Milano.
Durante un normale controllo, i militari delle fiamme gialle di Ponte Chiasso e i doganieri hanno bloccato il giovane trafficante romeno. Il ragazzo aveva nascosto in tre scatole di patatine un totale di 620 grammi di marijuana.
Il romeno, che era in compagnia della fidanzata, è stato inoltre trovato in possesso di 1,2 grammi di hashish e 24 bustine di plastica vuote probabilmente destinate al confezionamento delle dosi. La ragazza, interrogata, è stata rilasciata perché sembra che non fosse a conoscenza dell’attività illecita del compagno.
Dall’inizio dell’anno, al confine italo-svizzero le fiamme gialle di Como hanno arrestato due trafficanti di droga e denunciato a piede libero sei spacciatori. Complessivamente, sono stati sequestrati 4,5 kg di sostanze stupefacenti.
Nell’ambito delle attività per bloccare il commercio illecito di sostanze stupefacenti i finanzieri hanno segnalato alla Prefettura una quindicina di consumatori.

Fonte: CORRIERE DI COMO

Spesso si dice che la giustizia è lenta, ma fa il suo corso ed arriva. È il caso per cui i Carabinieri della Stazione di Giulianova, nella mattinata odierna hanno tratto in arresto su ordine della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo, DI ROCCO Achille, noto capo della comunità Rom residente a Giulianova in Via Lombardi.
L’uomo era stato arrestato dagli militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Giulianova in data 04.05.2006, in quanto sorpreso in flagranza di reato mentre cedeva della sostanza stupefacente del tipo eroina ad un giovane tossicodipendente del luogo e dopo un periodo di circa 8 mesi di reclusione era stato rimesso in libertà.
Oggi i Carabinieri hanno eseguito l’ordine della Magistratura di procedere per lo stesso fatto nuovamente all’arresto del DI ROCCO Achille, in quanto condannato per il reato di spaccio anzidetto, doveva ancora scontare la pena residua di mesi 1 e giorni 27, nonché pagare una multa di € 4.000,00.

Fonte: TERAMO NEWS

RAVENNA – I Carabinieri della Stazione di Lido Adriano hanno arrestato mercoledì sera due tunisini in concorso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Arbi Mousbah e di Maher Makkoui, rispettivamente di 20 e 33 anni, entrambi in Italia senza fissa dimora e non in regola in regola con il permesso di soggiorno.
I due extracomunitari sono stati fermati per un controllo in viale Manzoni, trovandoli in possesso di diversi involucri contenenti 44 grammi di eroina e 6 di cocaina. Gli arrestati, al termine delle formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fonte: ROMAGNA OGGI

Macerata, 2 marzo 2009 – Operazione anti-droga dei carabinieri di Macerata che hanno sequestrato uno dei più grossi quantitativi di cocaina degli ultimi anni, pari a un chilo e 400 grammi (per un valore di circa 500mila euro). La droga è stata trovata nell’appartamento di un marocchino di 36 anni, D.R. che nel luglio scorso era stato messo agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione ‘Top 2007’, che aveva permesso di stroncare un vasto traffico di droga e portato all’arresto di 20 persone, tra italiani e marocchini.
Negli ultimi tempi, infatti, i militari avevano notato uno strano andirivieni nell’abitazione dello straniero. Quando hanno fatto irruzione nell’appartamento, hanno trovato due connazionali dell’uomo, B.Y. di 30 anni abitante a Cingoli, e A.M. di 28 residente a Pollenza, entrambi pregiudicati, nascosti nel bagno.
La cosa ha insospettito ancor più i carabinieri. Alla fine, smontando due decoder, hanno scoperto all’interno 136 ovuli di cocaina purissima del peso di 10 grammi ciascuno con cui sarebbe stato possibile realizzare fino a 11.000 dosi. Su disposizione del pm di Macerata Claudio Rastrelli, i tre sono stati portati in carcere a Montacuto.

Fonte: IL RESTO DEL CARLINO

Arresto I dati parlano chiaro. E spaventano. In Italia si trovano attualmente circa 2.700 cittadini romeni che sono in carcere in attesa di giudizio o condannati in via definitiva. Non solo. Sul territorio italiano si trova oltre il 40 per cento dei romeni ricercati con mandato internazionale. A rendere pubblici i dati sulla criminalità romena è stato lo stesso ministro della Giustiza romeno Catalin Preodiu nel corso di una conferenza stampa a Bucarest.
I dati della criminalità romena Alla data del 19 febbraio nei penitenziari italiani erano ospitati 1.773 cittadini romeni, su cui non sono state emesse condanne definitive. Il Guardasigilli romeno ha precisato che 1.626 sono uomini e 147 donne. Per quanto riguarda i cittadini romeni che stanno scontando una pena nelle carceri italiane, 902 sono uomini e 51 donne, ha aggiunto il ministro. “Dal 2007, lo Stato italiano ha sollecitato il trasferimento verso i penitenziari romeni di 57 condannati, di questi, 13 sono stati oggetto di tale misura – ha spiegato Predoiu – In nessun caso una condanna pronunciata dalla giustizia italiana non viene riconosciuta in Romania”.
Misure di estradizione ostacolate Il ministro ha sottolineato che il 40% dei ricercati con mandato internazionale da Bucarest si trova in Italia, ma le procedure per l’estradizione “stanno incontrando difficoltà”. Il ministro ha per questo fatto appello ai “magistrati italiani a fare il possibile affinché le procedure vengano accelerate”. Secondo i dati diffusi dal ministro la maggior parte dei romeni in carcere si dividono tra i penitenziari del Lazio (127), del Piemonte (116) e della Sicilia (114). P redoiu ha detto che la Romania è disposta ad accogliere i detenuti condannati in via definitiva e precisato che dei 953 romeni condannati al momento in via definitiva in Italia, le autorità di Roma, dal 2007 a oggi, hanno sollecitato 57 trasferimenti nelle prigioni romene. Dei 57, 13 sono stati trasferiti in Romania e otto liberati con la condizionale dalle autorità italiane, anche se la giustizia romena aveva approvato le decisioni di trasferimento. Entro un mese o due è atteso l’ok definitivo di Bucarest per altri quattro trasferimenti, mentre per altri 32 casi le procedure sono in corso.
L’accordo con l’Italia Precisando che le procedure di rimpatrio durano quattro-cinque mesi perché in certi casi la documentazione è incompleta, Predoiu ha detto che lo scorso ottobre, per il vertice intergovernativo Italia-Romania a Roma, quando lui era sempre guardasigilli, ha concordato con il collega Angelino Alfano che “tra i due stati il quadro della cooperazione giudiziaria bilaterale è adeguato e sufficiente e non va modificato”. Secondo l’accordo, “serve soltanto una più rapida applicazione della legislazione”, ha detto Predoiu precisando che la cooperazione con l’Italia è regolata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa del 1983 e dall’accordo bilaterale del 2003. “Né la convenzione dell’83 nè l’accordo del 2003 prevedono l’obbligo degli Stati di trasferire automaticamente i propri cittadini condannati nell’altro Paese,prevedono invece l’obbligo di cooperare in simili trasferimenti”. In basi ai due documenti, “le decisioni di trasferimento avvengono caso per caso a seconda della situazione giuridica individuale”.
Frattini: “Condannati tornino a Bucarest” La presunzione di innocenza è un giusto principio, ma il fatto è che ci sono centinaia romeni in Italia con condanne definitive, che dovrebbero scontare la sentenza in patria. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha spiegato la necessità che le persone condannate in via definitiva “scontino la propria condanna in Romania proprio perché la Romania ha carceri europei”. Il titolare della Farnesina ha, poi, inquadrato il caso dei romeni arrestati in flagranza di reato. “Quando si arresta una coppia che sta rivernicendo la casa dagli schizzi di sangue dalle pareti e ha in casa una valigia con i pezzi di una persona appena uccisa” non si può parlare di presunzione di innocenza. “Vengano processati in italia con il rigore della legge italiana”. Insomma, “in Italia ci sono 990mila rumeni accolte amici come come persone per bene che lavorano”, ha concluso Frattini chiedendo alla Romania garanzie per “temperare l’effetto delle restanti 10mila persone che saranno pure una minoranza ma fanno un pò impressioni all’opinione pubblica”.
Il premier Geoana: “Xenofobia inaccettabile” Il presidente del Senato romeno Mircea Geoana ha definito “inaccettabile” l’approccio di natura xenofoba e razzista contro l’intera comunità romena in Italia. “Sono inaccettabili gli approcci di natura xenofoba e razzista contro l’intera comunità romena in Italia”, ha detto Geoana che è anche il leader del Partito socialdemocratico. Allo stesso tempo, Geoana ha parlato della necessità di “condannare con più fermezza i casi di violenza e criminalità commessi da alcuni romeni in Italia”. Secondo il presidente del Senato romeno, “in questo momento, sullo sfondo della crisi economica, è riapparsa la tentazione di alcuni leader politici italiani di incriminare la comunità romena nel suo complesso”.

Fonte: IL GIORNALE

Terni, 23 feb. – Si muovevano tra Roma e l’Albania facendo scalo a Terni per rifornire il mercato locale della droga. Due pluripregiudicati albanesi, di 31 e 42 anni, sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza di Terni che ha sequestrato loro 200 grammi di cocaina. Il risultato e’ scaturito da una serie d’investigazioni condotte nell’ambito dei luoghi frequentati da un gruppo di albanesi operanti a Terni, tra questi sono stati individuati alcuni soggetti, in particolare i due arrestati, che oltre a mostrare una inspiegabile disponibilita’ di denaro erano soliti spostarsi, dalla capitale fino al proprio territorio d’origine per poi ricomparire a Terni. Dall’investigazione, condotta mediante pedinamenti ed appostamenti e’ anche emerso che per i viaggi di rifornimento della droga veniva utilizzata, invece dell’auto di proprieta’, una ‘macchina sostitutiva’ presa in prestito da un’inconsapevole autofficina. I due sono stati intercettati in prossimita’ di Terni provenienti da Orte; il conducente dell’auto, peraltro, mostrava lo stile di guida di chi e’ in preda ai fumi dell’alcool, talche’ e’ stato predisposto dalle Fiamme Gialle un posto di blocco proprio all’altezza della caserma, nel cui cortile e’ stata dirottata l’auto.
Neutralizzata qualunque reazione da parte degli occupanti della vettura e’ scattata la perquisizione personale che ha permesso di rinvenire addosso al guidatore un sacchetto contenente i 2 etti di droga. E’ convinzione degli inquirenti, si legge in una nota, “che la sostanza stupefacente fosse destinata al mercato ternano e si ha l’ulteriore conferma dell’esistenza di un consolidato asse di rifornimento cocaina tra Roma e Terni”. Gli arrestati si trovano nel carcere ternano di Sabbione a disposizione della Procura della Repubblica, che ha coordinato tutte le fasi investigative seguendo anche l’intervento operativo.

Fonte: AGI

La statistica, insomma, stabilisce un collegamento innegabile fra l’aumento nel nostro Paese della popolazione proveniente dalla Romania e l’impennata di reati, specialmente di quelli che creano un grave allarme sociale. E, infatti, gli italiani sono allarmati. Un eufemismo che nasconde spesso una rabbia sempre meno repressa e latente e alcuni episodi di reazione violenta dei nostri connazionali (quasi sempre ai danni di persone non coinvolte nel crimine) lo dimostrano.
La consapevolezza della «tara» statistica fra crescita delle presenze di quest’etnia nella Penisola e lievitazione dei delitti non può di per sé tranquillizzare gli animi. Anche se non si può generalizzare, anche se la giustizia fai-da-te è sempre da condannare e anche se il romeno non è l’«uomo cattivo» da demonizzare, se il fenomeno non sarà arginato dallo Stato il rischio di episodi d’intolleranza diventerà sempre più concreto. C’è poco da discutere, infatti, quando si apprende che il totale delle denunce contro i romeni è di 47.425 a fronte di 39.012 contro i marocchini e di 19.291 contro gli albanesi (dati del Ministero dell’Interno riferiti al 2007).
E che per quanto riguarda alcuni gravi reati come gli omicidi volontari (15,4%), le violenze sessuali (16,2%), le estorsioni (15%), i furti d’auto (29,%), le rapine in abitazioni (19,8%) i neocomunitari conterranei di Chivu e Mutu, ma anche di Roman Vlad e di Nadia Comaneci, sono al primo posto della triste «classifica» rispetto ad altri stranieri residenti in Italia. Non solo. A Milano, il 90 per cento dei reati commessi da cittadini comunitari e scoperti dai vigili urbani sono stati attribuiti a romeni, mentre a Roma il 31 per cento degli stupri di gruppo e da strada hanno la stessa «etichetta».
Il rapporto sulla criminalità diffuso dal Viminale l’estate del 2008 sottolineava che «la malavita romena si sta consolidando in modo sempre più preoccupante e, verosimilmente, tenderà via via a inserirsi sempre più incisivamente nello scenario criminale nazionale».
Ciò, puntualizzava il Ministero dell’Interno, «anche in relazione al connesso intenso flusso migratorio degli ultimi tempi, che ha contribuito ad alimentare sacche di marginalità, che rappresentano il primo passo verso il coinvolgimento in attività delittuose». Da Bucarest, il premier Emil Boc ha ribadito ieri che «i romeni non devono soffrire in Italia a causa dei delinquenti». È giusto. Non si può generalizzare. Ma neppure si può negare che esista nel nostro Paese una «questione romena».

Fonte: IL TEMPO

I Carabinieri del nucleo operativo radiomobile hanno notato l’altra notte un’auto ferma in prossimità del centro. Insospettiti i militari si sono appostati tenendo d’occhio la vettura e seguendola fino in piazza Simoncelli.
Qui, dall’auto uno dei due albanesi è sceso dirigendosi verso un locale del centro. A quel punto i militari sono entrati in azione fermando e perquisendo l’albanese. Negli slip aveva nascosto 10 grammi di cocaina. Altri grammi di stupefacente sono stati trovati nell’auto. Entrambi gli albanesi sono stati portati in carcere a Montacuto con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di droga.

Fonte: VIVERE SENIGALLIA

Roma , 21 feb. (Apcom) – In due diverse operazioni i Baschi Verdi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno tratto in arresto 2 pregiudicati, rispettivamente, all’interno del villaggio Campo di Mare e nel quartiere San Cristoforo, a Catania. Si tratta di un cittadino albanese ed un catanese accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Il primo arrestato M.F. di anni 31, cittadino albanese, è avvenuto in una abitazione presso il villaggio Campo di Mare dove, i movimenti sospetti ed il via vai di persone ha insospettito i militari che hanno efefttuato una perquisizione domiciliare. All’interno dell’abitazione è stata rinvenuta droga e denaro contante, tanto è bastato a far scattare l’arresto del cittadino extracomunitario ed associarlo alle carceri catanesi di Piazza Lanza.
Nella seconda operazione a cadere nella rete dei Baschi Verdi è stato il pregiudicato G.S. di anni 31, che nel corso di un servizio di controllo del territorio in materia di prevenzione sullo spaccio di sostanze stupefacenti, in presenza dei militari cedeva un involucro a degli occupanti di un veicolo; vistosi scoperto, si dava alla fuga liberandosi di altre dosi di sostanza stupefacente che gettava in un braciere posto nelle vicinanze.
Inseguito e subito bloccato dai militari, non senza problemi, infatti, altri presunti complici nei concitati momenti dell’inseguimento, avevano sguinzagliato contro i militari alcuni cani ben addestrati.
Con l’ausilio di una pattuglia dei carabinieri intervenuta a supporto, i Baschi Verdi sono riusciti a fermare tutti, lo spacciatore e gli acquirenti, quest’ultimi trovati in possesso di due dosi di cocaina ed una di marijuana. Tutti sottoposti a fermo ed accompagnati in caserma, G.S. veniva tratto in arresto con il sequestro del contante in possesso ritenuto provento dell’attività illecita posta in essere. G.S. si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso il carcere catanese di Piazza Lanza, mentre l’acquirente è stato segnalato alla locale Prefettura.

Fonte: VIRGILIO

La Guardia di Finanza di Giulianova, nell’ambito di una sistematica e costante pianificazione dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti ponevano in essere una mirata attività investigativa
nei confronti di soggetti noti dediti a traffici illeciti, che consentiva il sequestro gr. 55 di eroina, nr. 4 bilancini di precisione, nr. 2 telefoni cellulari, nr. 1 palmare, a un soggetto di etnia “rom” residente in Alba Adriatica.
Nello specifico le Fiamme Gialle, nell’ambito del rafforzato controllo del territorio, da tempo pedinavano un soggetto già noto per i medesimi reati. I frequenti appostamenti nelle adiacenze della abitazione, consentivano, nella giornata del 19 febbraio 2009, di notare lo spacciatore allontanarsi frettolosamente con l’autovettura in direzione di Martinsicuro (TE). I Finanziari, quindi, si ponevano all’inseguimento del soggetto “rom” considerato che il comportamento faceva presumere la detenzione di sostanze stupefacenti, fermandolo nei pressi di San Benedetto del Tronto (AP) mentre si accingeva a consegnare una dose di droga risultata essere successivamente eroina.
Il fermo ed il successivo controllo consentiva il sequestro di gr. 6 di eroina.
L’ulteriore perquisizione effettuata nell’abitazione del fermato, con l’ausilio di una unità cinofila, permetteva di rinvenire e sequestrare ulteriori 50 gr. della stessa sostanza stupefacente.
I militari avvertivano la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che informata dell’accaduto impartiva le opportune direttive disponendo l’arresto del “rom” mediante la sua traduzione nella casa circondariale di Marino del Tronto.
L’operazione di servizio si aggiunge ad altre attività della specie effettuate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Teramo. A tal proposito le Fiamme Gialle rassicurano che l’attività preventiva e repressiva continua e verrà intensificata, a conferma del ruolo rivestito dal Corpo quale Istituzione al servizio e per la tutela del cittadino.

Fonte: TG ROSETO

Archivi

Contatore dal 8/2/09

  • 3,514 visitatori