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Prelevata per strada, rapinatana e poi sequestrata in un appartamento del Ticinese da dove stava cercando di fuggire quando è stato dato l’allarme al 113
E’ stata sequestrata e violentata ripetutamente per convincerla a prostituirsi. E’ un’operaia di 25 anni, di origine albanese, da 11 anni in Italia con regolare permesso di soggiorno l’ultima vittima di un stupro avvenuto a Milano. A finire in manette sono stati due suoi connazionali, di 25 e 33 anni, entrambi clandestini e con diversi precedenti penali anche per sfruttamento della prostituzione.
Gli uomini della squadra Mobile di Milano guidata da Francesco Messina li hanno bloccati ieri mentre rientravano nell’appartamento in via Bordighera dove è avvenuta la violenza. I due stranieri hanno bloccato la ragazza a Magenta, poi l’hanno segregata per almeno 24 ore e violentata per costringerla a cedere al loro ricatto. La vittima ha finto di essere pronta a prostituirsi e ha approfittato di un loro momentaneo allontanamento per fuggire.
Erano andati a prenderle dei vestiti ‘adatti’ per farla prostituire quando la 25enne è riuscita a liberarsi. Impossibile scappare dalla porta chiusa o telefonare, avevano portato via il suo cellulare, così ha aperto la finestra e si è lanciata dal balcone del primo piano. Una volta in strada ha chiesto aiuto a un passante e ha atteso l’arrivo della polizia. Per i due aguzzini, pronti a rientrare nell’appartamento, sono scattate le manette.

Fonte: LA REPUBBLICA

Milano, 8 mar. (Apcom) – Un 24enne di nazionalità romena con precedenti penali è stato arrestato per aver molestato una donna di circa 40 anni residente a Dervio, in provincia di Lecco. L’episodio è avvenuto giovedì su un treno della linea Colico-Lecco, ma è stato reso noto solo oggi dalla Questura di Lecco, quando il Gip del tribunale della città lombarda ha convalidato la custodia cautelare in carcere per il giovane.
Giovedì scorso intorno a mezzogiorno la vittima dell’aggressione è salita sul convoglio a Dervio per raggiungere il luogo di lavoro a Lecco e si è seduta in una carrozza vuota. L’uomo si è avvicinato chiedendole l’elemosina, poi ha cominciato a rivolgerle complimenti e infine l’ha palpeggiata. La donna ha opposto resistenza alle sue avances, si è messa urlare e l’ha indotto a fuggire.
Il romeno però non si è arreso e poco dopo è tornato a molestarla. Questa volta la vittima è scappata e ha segnalato l’accaduto al capotreno. L’aggressore si è spostato su un’altra carrozza, ma è stato identificato e fermato dagli agenti della Polfer una volta che il treno è giunto a destinazione.
Il 24enne, già considerato un soggetto socialmente pericoloso e perciò in possesso di un foglio di via firmato dal questore di Lecco, è stato immediatamente arrestato e condotto al carcere di Pescarenico con l’accusa di violenza sessuale.

Fonte: VIRGILIO NOTIZIE

Ancora una storia di violenza in Italia da parte di un rumeno: infatti a Cosenza si è consumata una nuova storia di violenze domestiche di un uomo di 46 anni sulla sua compagna e sulla figlia della donna, di 22 anni. I Carabinieri sono intervenuti arrestando il rumeno dopo alcune denuncie di una delle vittime e l’autorizzazione del Gip di Cosenza che ha convalidato il procedimento di arresto.
L’uomo di nome Ioan Ciurar è accusato di violenze sia fisiche che sessuali sulle due donne e per questo per lui si apriranno probabilmente le porte del carcere per molto tempo.
Violenze che secondo le indagini sarebbero iniziate nel 2001 quando ancora questa famiglia viveva in Romania. La famiglia si è trasferita in Calabria l’estate scorsa ma le tendenze violente del rumeno non si erano certamente fermate.
Inoltre Ciurar avrebbe picchiato ripetutamente anche l’altra figlia più piccola d’età ma non avrebbe abusato sessualmente di lei. Proprio la paura che l’uomo abusasse della ragazzina ha spinto una delle altre donne a denunciare Ciurar alle autorità.

Fonte: BARIMIA

Dopo il parco di Centocelle, un nuovo tentativo di abuso nei confronti di una minorenne, in un bar nel quartiere Prenestino. Il responsabile, un cittadino romeno, ventisettenne, è già stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Palestrina, con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza di quindici anni. Prima i complimenti, poi gli apprezzamenti e il tentativo di abbracciarla, infine le minacce, con tanto di coltello, hanno indotto l’adolescente a fuggire in lacrime. La corsa della ragazza ha destato l’attenzione di alcuni passanti che non hanno esitato a richiedere l’intervento dei carabinieri della zona. Immediato l’intervento, tanto che il fuggitivo è stato rintracciato e trovato ancora in possesso dell’arma che aveva prelevato dal bancone del bar dove erano avvenute le avances. All’aggressore, prontamente trasportato nel carcere di Rebibbia, è stato contestato il reato di tentata violenza sessuale aggravata dalle minacce.

Fonte: NEWS ROMA

È un rom minorenne uno dei fermati per l’aggressione alla ragazza di Centocelle, avvenuta martedì sera dietro il centro commerciale di via della Primavera. Uno dei due responsabili della rapina e della tentata violenza carnale alla giovane studentessa foggiana è stato arrestato ieri dai carabinieri della compagnia Casilina. La ragazza, mentre stava rincasando, è stata affrontata da due persone, che dopo averla fatta denudare e palpeggiata, l’hanno rapinata del telefono cellulare e della borsetta. Uno dei due rapinatori è stato bloccato dai carabinieri mentre stava fuggendo lungo via Casilina. Si tratterebbe di un minorenne, Marian C. di 17 anni, residente nel campo nomadi del Casilino ‘900. Le accuse per l’arrestato sono quelle di rapina e violenza carnale. L’altro complice è riuscito a fuggire, ma gli investigatori sarebbero già sulle sue tracce.

Fonte: METRONEWS

”Certo, non e’ che possono andare in galera se non sono stati loro, ma non cambia niente: i veri colpevoli sono sempre rumeni”. Alessandra Mussolini commenta cosi’ con l’ADNKRONOS il caso dei due rumeni prima accusati di aver compiuto una violenza sessuale al parco della Caffarella a Roma e poi scagionati dal test del dna. ”Non cambia molto se non sono stati loro, il vero responsabile rimane sempre di quell’area li’…”. Per la leader di As non c’e’ stata nessuna esagerazione da parte dei mezzi di comunicazione: ”No, affatto. E poi quei due non sono certo degli stinchi di santo, uno dei due e’ anche pregiudicato”, sottolinea Mussolini.

Fonte: LIBERO NEWS

TORINO – Volevano rubarle i soldi guadagnati durante la notte di lavoro sul marciapiede, ma lei si è opposta e allora l’hanno violentata. È successo a Torino due notti fa: tre ragazzi romeni hanno aggredito una giovanissima prostituta nigeriana nel parco della Pellarina. Ancora da chiarire se la violenza sia stata di gruppo o a commetterla sia stato solo uno degli uomini.

Fonte: INSTABLOG

Racz, il mostro della CaffarellaRoma, 2 mar. – Sarebbe stato il romeno Karol Racz, gia’ indagato per lo stupro di una 15enne al Parco della Caffarella nel pomeriggio di San Valentino, uno dei due uomini che la sera del 21 gennaio scorso ha violentato una 41enne in via Andersen, zona Quartaccio. Nei giorni scorsi e in gran segreto, nell’ambito di un incidente probatorio sollecitato dal pm Nicola Maiorano e disposto dal gip, e’ avvenuta la ricognizione personale: la vittima della violenza ha indicato in Racz uno degli aggressori. La procura a questo punto sta valutando l’opportunita’ di un provvedimento cautelare a carico del romeno considerato che l’atto svolto in sede di incidente probatorio acquisisce valore di prova in caso di eventuale processo.

Fonte: AGI

Ha confermato nel corso dell’incidente probatorio di aver subito quella squallida violenza nell’abitazione dei nonni da un cittadino rumeno, il quale, dalla fine di dicembre, è diventato uccel di bosco, fuggito dal territorio nazionale e con ogni probabilità rientrato nel proprio paese d’origine. La giovane, una 15enne, originaria di Marciano di Leuca, ma residente in Svizzera dove si è trasferita con la famiglia, era arrivata nel dicembre del 2007 a Taurisano, per trascorrere le festività di Natale in casa dei nonni messe in subbuglio da due episodi in cui sarebbe stata adescata dal giovane rumeno, originario di Iasi, un villaggio del Nord Est della Romania.
In contraddittorio, la ragazzina avrebbe raccontato quegli squallidi incroci con una ricostruzione definita da chi ha assistito all’incidente probatorio “intensa”, “seria”, “pesante” in alcuni passaggi”. L’interrogatorio si è svolto al quarto piano del Tribunale davanti al gip Antonio Del Coco e non in una struttura prottetta. Erano presenti il pubblico ministero Angela Rotondano, la mamma e la zia della ragazzina e quindi non la psicologa avendo scelto la 15enne di far assistere un proprio parente, la zia, appunto.
Secondo il racconto della giovane poi sfociato nell’arresto del suo presunto molestatore, il giovane romeno, che si occupava degli anziani nonni, si sarebbe infilato nel suo letto, ma solo per farle delle “avances”, per il concomitante sopraggiungere della madre. In una seconda circostanza, invece, il 30enne cittadino dell’Est, sarebbe riuscito a stendere la ragazzina sul letto e ad abusare di lei. Dopo mesi di silenzio, la presunta vittima dello stupro trovò finalmente il coraggio di parlare alla madre gli abusi subiti. Il sei luglio del 2008 scattarono le manette per il rumeno, – assistito dall’avvocato Mario Ciardo – che da due mesi si è dato alla macchia. La ragazza è difesa da Paolo Spalluto.

Fonte: LECCE PRIMA

I carabinieri di Cosenza hanno fermato due persone, di nazionalità marocchina e romena, con l’accusa di aver stuprato una donna romena che lavora come badante nel Cosentino. La vittima sarebbe stata abusata sessualmente due volte: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, infatti, è stata sequestrata prima da uno, poi dall’altro che ha minacciato il primo e l’ha rapita.
L’ha rapita 15 giorni fa di pomeriggio, mentre lei era intenta a prendere l’autobus presso l’autostazione di Cosenza, poi ha abusato di lei ed infine l’ha ceduta ad un altro «amico». È finita dopo 15 giorni la triste avventura di una romena di 44 anni che lavora come badante in un paesino della provincia di Cosenza. Il comandante della stazione dei carabinieri della città bruzia con i suoi uomini è riuscito in poche ore a chiudere il cerchio è arrestare i due presunti autori della violenza e del rapimento. Uno è di origine marocchina, l’altro di nazionalità romena. I fatti si sono svolti in un momento in cui all’autostazione c’era poca gente. Lei conosceva di vista un marocchino, Said Echerchi, di 36 anni, che dopo i saluti le ha intimato di seguirla e, al suo rifiuto, ha tolto dalla tasca un coltello puntandoglielo al fianco.
Alla povera donna non è rimasto altro che seguire l’uomo. A questo punto – secondo quanto raccontato dagli investigatori – un timido tentativo dei pochi presenti a far desistere il giovane dal rapimento ma non sono state avvertite le forze dell’ordine e la donna è stata portata via. Il marocchino l’ha accompagnata in un capannone delle ex Ferrovie e lì ha abusato di lei ripetutamente tenendola segregata. Dopo una settimana l’ha fatta uscire con lui e i due hanno incontrato un romeno, Marin Tanbase, di 34 anni. L’uomo ha minacciato il marocchino rapendo a sua volta la donna. L’ha condotta in una capanna di cartone ricavata sotto un ponte e anche lui ne ha abusato. La donna era talmente stremata, hanno riferito i carabinieri, che il romeno l’ha lasciata per due giorni su una brandina in pessime condizioni. Quando ha avuto la forza di alzarsi, lui l’ha cacciata via e la badante si è trascinata fino alla caserma raccontando la sua storia.

Fonte: LA STAMPA

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